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The Elder Scrolls IV: Biografia della Regina Barenziah Vol3

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Biografia della
, Voi. 3
Di Sterri Gamboge, Scrivano

Nel secondo di questa serie, si è narrato di come Barenziah venne cortesemente accolta, nella Città Imperiale appena costruita, dalllmperatore Tiber Septim e dalla sua famiglia, i eguali. durante la sua permanenza di quasi un anno, le dimostrarono affetto ed attenzioni come con una figlia persa da lungo tempo. Dopo molti mesi felici trascorsi ad apprendere i suoi doveri come

regina vassalla delllmpero, il Generale Imperiale Symmachus la scortò fino a mournhold dove Barenziah si insediò come Regina del suo popolo sotto la sua saggia guida. Col passare del tempo tra i due nacque lamore e furono uniti in matrimonio ed incoronati in una splendida cerimonia celebrata dallo stesso Imperatore.
Dopo numerose centinaia di anni di felice matrimonio, alla coppia reale nacque un figlio, Helseth, salutato con gioiose celebrazioni e preghiere. Sebbene non fosse

pubblicamente noto a quel tempo, fu poco prima di quellevento benedetto che il Bastone del Caos venne rubato dal suo nascondiglio, nelle profondità delle miniere di Mournhold, da un astuto ed enigmatico bardo noto soltanto come lUsignolo,
Otto anni dopo la nascita di Helseth, Barenziah diede alla luce una bambina, Morgiah, così chiamata per il nome della madre di Symmachus. In quei giorni la felicità della coppia reale sembrava completa. Ahimé, dopo poco tempo, le relazioni con

rimpero iniziarono misteriosamente a deteriorarsi, causando tumulti nella popolazione di tTlournhold. Dopo numerose indagini infruttuose e vari tentativi di riconciliazione, in preda alla disperazione, Barenziah prese con se i suoi bambini e si diresse verso la Città Imperiale per chiedere udienza di persona alllmperatore Urici Septim VIl. Symmachus invece rimase a Mournhold per trattare con i contadini in rivolta e con la nobiltà annoiata e per fare quanto era in suo potere per fermare unimminente guerra

civile.
Durante la sua udienza con llmperatore, Barenziah, avvalendosi delle sue affinate arti magiche, realizzò con orrore e sgomento che il sedicente Imperatore era in realtà un impostore, nientaltri che il bardo chiamato Usignolo, colui che aveva rubato il Bastone del Caos. Gsercitando un grande autocontrollo sulle sue emozioni, ella riuscì a mantenere nascosta la sua scoperta allUsignolo. Quella sera, giunse la triste notizia che Symmachus era caduto in

una battaglia con i contadini di Mournhold in rivolta e che il regno era ormai in mano ai ribelli. Barenziah, a quel punto, non sapeva dove o da chi cercare aiuto.
Evidentemente gli dei, Quella notte fatale, avevano deciso di proteggerla come per riparare alla sua triste perdita. Re Gadwyre della provincia di Rupe Alta, un vecchio amico di Uriel Septim e di Symmachus, si presentò per una visita formale. Ggli la confortò, le garantì la sua lealtà ed inoltre confermò i suoi sospetti sul fatto che

Limperatore fosse un impostore, nientaltri che Oagar Tharn, il Mago Guerriero Imperiale, uno degli innumerevoli alter-ego dellUsignolo. Tharn si era presumibilmente ritirato in isolamento dagli affari pubblici ed aveva insediato al suo posto la sua assistente. Ria Stimane. La sventurata assistente fu in seguito condannata a morte in circostanze misteriose, presumibilmente a causa della scoperta di un piano in cui era coinvolta, e la sua esecuzione avvenne in modo sommario e sbrigativo. Tuttavia, il suo

fantasma apparve in sogno a Re Eadwyre e gli rivelò che Tharn aveva rapito il vero Imperatore, imprigionandolo in una dimensione alternativa. In seguito Tharn aveva usato il Bastone del Caos per ucciderla, durante il suo vano tentativo di avvertire il Consiglio degli Anziani di quell diabolico piano.
Insieme, Re Eadwyre e Barenziah pianificarono di guadagnare la fiducia del falso Imperatore. Nel frattempo, un altro amico di Ria, noto soltanto come il Campione, allapparenza

dotato di un notevole potenziale, sebbene ancora inutilizzato, fu incarcerato nelle Prigioni Imperiali, Tuttavia, Ria poteva ancora accedere ai suoi sogni e lo avvisò di attendere il momento opportuno, così da poter concepire un piano per la sua fuga. Allora egli avrebbe potuto iniziare la sua missione per smascherare limpostore.
Barenziah continuò ad ammaliare e ad assistere occasionalmente il falso Imperatore, escogitando un piano per leggere il suo diario

segreto, apprese che rimpostore aveva suddiviso il Bastone del Caos in otto pezzi, che in seguito aveva nascosto in luoghi remoti attraverso tutto il territorio di Tamriel. Riuscì a procurarsi una copia della chiave della cella dove era tenuto lamico di Ria e corruppe una guardia in modo da lasciare la chiave nella cella, simulando un incidente. Il loro Campione, il cui nome era sconosciuto perfino a Barenziah e Gadvoyre, riuscì a fuggire attraverso un cancello che Ria aveva aperto in un angolo oscuro delle Segrete Imperiali usando i

suoi ormai deboli poteri. Il Campione infine fu libero e iniziò la sua missione quasi immediatamente.
Barenziah, dopo molti mesi di meticolosa ricerca, per mezzo di alcuni frammenti di conversazioni ascoltate di nascosto e rare fugaci letture del diario di Tharn, fu in grado di decifrare la posizione degli otto componenti del Bastone del Caos. Una volta in possesso di quelle cruciali informazioni,
immediatamente comunicate
a Ria, che a sua volta le
aveva passate al Campione,

Barenziah e Re Eadwyre non indugiarono oltre. Fuggirono in direzione di Wayrest, il suo antico regno nella provincia di Rupe Alta, dove riuscirono a difendersi dagli sporadici tentativi degli scagnozzi di Tharn di trascinarli nuovamente nella Città Imperiale, o almeno di ottenere vendetta. Tharn, nonostante Quello che poteva dirsi di lui, non era affatto folle, salvo forse per Barenziah, di conseguenza decise di concentrarsi in primo luogo nel tentativo di rintracciare ed eliminare il Campione.

Come tutti adesso sanno, il coraggioso, instancabile Campione senza nome, ebbe successo nella sua missione e riuscì a riunire gli otto componenti separati del Bastone del Caos. Con esso egli distrusse Tharn e liberò il vero Imperatore, Uriel Septim VII. In seguito al periodo che divenne noto come la Restaurazione, nella Città Imperiale si tenne una solenne commemorazione in onore di Symmachus, come era dovuto alluomo che aveva servito la Dinastia Septim così a lungo e con lealtà.

Un reciproco affetto era nato tra Barenziah e il buon Re Gadvoyre durante le loro difficoltà ed avventure ed in quello stesso anno si sposarono, breve tempo dopo il loro ritorno dalla Città Imperiale. I suoi due bambini avuti dal precedente matrimonio con Sijmmachus rimasero con lei e sul trono di Mournhold si insediò un reggente provvisorio, durante il suo periodo di assenza.
Fino al momento attuale, la Regina Barenziah rimase nella città di V?ayrest con il Principe Helseth e la

Principessa Morgiah. Pensava di tornare a Mournhold dopo la morte di Re Gadwyre. Poiché egli era già anziano quando si erano sposati, immaginava che quel triste evento purtroppo sarebbe accaduto molto prima del tempo del Giudizio degli Elfi. Fino ad allora, ella avrebbe condiviso il governo del regno di Wayrest con il suo consorte» compiaciuta e felice per Quella sua nuova vita tranquilla e riservata.

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The Elder Scrolls IV: Rapporto della Commissione Imperiale sul disastro di lonith

della sul di lonith
Lord Pottreid, Presidente
Parte I: preparativi
1 piani deirimperatore per l’invasione di Akavir risalgono al 270, Quando egli intraprese la conquista dei piccoli regni isolani che si trovavano tra Tamriel e Akavir. Quando nel 282 in Gsroniet cadde Black Harbor, Uriel V stava già pensando al suo obiettivo finale. Ordinò immediatamente un rinnovamento imponente del

porto, che doveva servire da area di smistamento delle forze di occupazione e da fonte principale di approvvigionamento nel corso della campagna dinvasione. Allo stesso tempo Uriel avviò anche la costruzione di numerosi grandi vascelli da trasporto oceanico, di cui la marina militare era stata fino ad allora carente, che sarebbero serviti per la traversata finale fino ad Akavir. Dunque, risulta evidente come i preparativi dell’Imperatore per linvasione fossero stati pianificati in anticipo, addirittura prima di

aver completato la conquista di 6sroniet, e che, diversamente da cfuanto sostengono alcuni, non si trattò affatto di un capriccio improvviso.
Quando il Principe Bashomon di Gsroniet accettò di sottomettersi all’autorità imperiale nel 284, l’Imperatore ebbe modo di concentrarsi completamente sui piani per la campagna dinvasione di Akavir. Nel 285 e nel 286 furono effettuate alcune missioni navali allo scopo di perlustrare le rotte marittime e le coste di Akavir. Per la

raccolta dinformazioni, si ricorse a numerosi agenti segreti Imperiali, sia ordinari che esperti in arti magiche. Sulla base di tutte le informazioni raccolte, come obiettivo iniziale dell’invasione venne scelto il regno degli Tsaesci, nella parte sud-occidentale di Akavir.
Nel frattempo l’Imperatore raccolse Unterà Forza dinvasione. Per la campagna dinvasione venne creata la nuova Flotta dell6stremo Oriente, la cui dimensione oscurò temporaneamente il

resto della marina militare. Si
narrava che fosse la flotta
più potente mai radunata
nella storia di TamrieL Per lo
sbarco iniziale furono
selezionate la Quinta, la 4
Settima, la Decima e la Quattordicesima Legione, con la Nona e la Diciassettesima Legione che avrebbero dovuto intervenire come rinforzo solo dopo l’occupazione della testa di sbarco. Al profano potrà sembrare che Quella fosse soltanto una frazione relativamente piccola di tutti gli uomini dell’esercito, tuttavia è necessario ricordare che tale Forza

dinvasione costituiva lavanguardia di una lunga e debole catena di approvvigionamento. Inoltre, l’Imperatore ed il Comando dell’esercito ritenevano che l’invasione non avrebbe incontrato una forte opposizione, almeno in un primo momento. Forse, l’aspetto più determinante però, era rappresentato dal fatto che la tTlarina disponeva di vascelli da trasporto pesante sufficienti a spostare soltanto Quattro legioni per volta.
è importante notare come la

Commissione non abbia rilevato errori nei preparativi dell’Imperatore per l’invasione. La Commissione ritiene che, in base alle informazioni disponibili prima dell’invasione (accumulate con notevole impegno, sebbene ovviamente carenti negli obiettivi), l’Imperatore non abbia agito in modo incauto o imprudente. Alcuni hanno sostenuto che la Forza dinvasione fosse troppo esigua. Di opinione contraria, la Commissione ritiene che, sebbene le spedizioni navali avrebbero anche potuto trasportare e

approvvigionare più legioni (cosa impossibile senza indebolire il commercio in tutto l’Impero), coinvolgere un maggior numero di uomini non avrebbe affatto evitato il disastro, ma ne avrebbe soltanto ingigantito le proporzioni. Neppure si sarebbe potuto privare di tutte le legioni il resto dell’Impero. Il ricordo di Camoran lUsurpatore era ancora vivido e l’Imperatore riteneva (come anche la Commissione) che la sicurezza dell’Impero non permettesse una concentrazione maggiore di forze militari fuori dalle

terre di TamrieL Nondimeno, la Commissione è propensa a ritenere che la Forza dlnvasione fosse eccessivamente numerosa. Nonostante l’Imperatore avesse creato due nuove legioni durante il suo regno (oltre alla ricostituzione della Quinta legione)* la mancanza della Forza dinvasione aveva lasciato l’Impero in una posizione pericolosamente debole per guanto riguarda le province, cosa resa fin troppo evidente dalla situazione attuale. Ciò suggerisce che l’Invasione di Akavir richiedesse un impegno

superiore alla forza attuale dell’Impero. Anche se l’Imperatore avesse potuto impiegare ed approvvigionare un maggior numero di forze nella campagna di Akavir, avrebbe comunque corso il rischio di una disgregazione dell’Impero alle sue spalle.
Parte II: L’Invasione di Akavir
La Forza dlnvasione salpò da Black Harbor il 23 giorno del mese della Pioggia nellanno 2S6 e con il favore del vento sbarcò sulle coste di Akavir

dopo sci settimane di navigazione. Il sito dello sbarco era un piccolo porto Tsaesci alla foce di un grande fiume, scelto per la vicinanza a Tamriel e per la sua posizione in una fertile valle. Ciò offriva un facile accesso verso l’interno e un buon approvvigionamento per l’esercito. All’inizio tutto andò per il meglio. Quando era giunta la Forza dlnvasione, gli Tsaesci avevano già abbandonato la città. Così l’esercito prese possesso dell’area e la ribattezzò col nome di Septimia, la prima colonia della nuova provincia

imperiale di Akavir. mentre gli ingegneri fortificavano la città ed espandevano le strutture portuali che sarebbero state utilizzate dalla Flotta dellGstremo Oriente, l’Imperatore marciava verso l’interno con due legioni. I soldati riferirono ch$ la terra circostante era ricca e i campi ben irrigati. Non avendo incontrato alcuna resistenza, l’esercito conquistò la successiva città a monte, anch’essa abbandonata. La città venne ribattezzata lonith e l’Imperatore stabilì in fucila città il suo cfuartier-generalc.

poiché lonith era molto più grande di Septimia ed aveva una migliore posizione, dominando la campagna circostante.
La Forza dlnvasione non aveva ancora incontrato un’effettiva resistenza, sebbene le legioni fossero costantemente seguite da pattuglie nemiche a cavallo, cosa che impediva agli esploratori di allontanarsi dal corpo principale dell’esercito. Ciò che mancava realmente all’Imperatore era la forza della cavalleria, a causa dello spazio limitato sulle navi da

trasporto, sebbene per il momento i maghi guerrieri avessero risolto utilizzando la ricognizione magica.
L’Imperatore cfuindi mandò i suoi legati per tentare di contattare il re Tsaesci o chi altri regnasse su quella terra, ma i suoi messaggeri non tornarono mai. Riesaminando quanto accadde, la Commissione ritiene che con ciuci tentativo si perse tempo prezioso mentre l’esercito restava fermo a lonith. Tempo che avrebbe potuto essere impiegato più efficacemente avanzando con

rapidità, Quando ancora si
poteva, almeno
apparentemente, cogliere di
sorpresa il nemico. Tuttavia,
l’Imperatore in cfuel momento
credeva ancora che gli
Tsaesci potessero restare
impressionati dalla potenza
dell’Impero e che fosse j
possibile conquistare una provincia soltanto con negoziati, senza dover impegnarsi in seri combattimenti.
Mei frattempo, le Quattro legioni erano impegnate a costruire una strada tra Septimia e lonith, erigendo

posti di guardia fortificati lungo il fiume e fortificando le difese in entrambe le città. Tali attività si sarebbero rivelate utili in seguito* A causa dell’assenza della cavalleria, l’esplorazione era limitata e la comunicazione tra le due città era costantemente minacciata dalle scorribande nemiche che le legioni non erano ancora in grado di dominare.
Secondo il piano originale due legioni di rinforzo avrebbero dovuto intraprendere la traversata subito dopo che la testa di sbarco avesse

conquistato un porto. Successivamente, purtroppo, venne presa la decisione fatale di rinviarne la partenza per favorire luso della flotta per il trasporto di coloni. L’Imperatore e il Consiglio concordarono sul fatto che, a causa del completo abbandono dell’area conquistata da parte della popolazione aborigena, fossero necessari coloni per arare i campi in modo che la Forza dlnvasione non dovesse fare affidamento soltanto sulla flotta per gli approvvigionamenti. Inoltre, poiché erano scoppiati tumulti

a Yneslea, punto cruciale della rotta di approvvigionamento per Akavir, il Consiglio ritenne che le legioni Nona e Diciassettesima sarebbero state più utili per acquietare cfuci territori ed assicurare un costante flusso di rifornimenti alla Forza dlnvasione.
I coloni civili e i relativi rifornimenti cominciarono ad arrivare a Septimia nella metà del mese del Focolare e si occuparono della preparazione dei campi (già iniziata dai legionari) per il raccolto primaverile.

Contemporaneamente, furono anche trasportati numerosi cavalli da monta. Di conseguenza le scorrerie nelle due colonie imperiali si ridussero. I messaggeri degli Tsaesci infine giunsero a lonith, con lintenzione di avviare i negoziati di pace* Quindi la Forza dlnvasione si preparò per qfucllo che avrebbe dovuto essere un inverno tranquillo.
A ciuci tempo, il Consiglio j
pregò l’Imperatore di far urgente ritorno a Tamriel con la flotta, per occuparsi dei numerosi pressanti problemi

deirimpero, mentre l’esercito era ancora nel periodo invernale. Tuttavia l’Imperatore decise che sarebbe stato preferibile restare ad Akavir. La scelta si rivelò felice poiché una gran parte della flotta, inclusa la nave ammiraglia dell’Imperatore, fu distrutta da una tempesta invernale prematura durante il viaggio verso la madrepatria. L’inverno del 288-289 fu insolitamente lungo ed eccezionalmente rigido e impedì che la Flotta facesse ritorno ad Akavir con ulteriori rifornimenti, come

era invece stato programmato. La cosa fu riferita all’Imperatore, per mezzo di maghi guerrieri, e si concordò che la Forza dinvasione avrebbe dovuto sopravvivere fino a primavera con i rifornimenti che aveva a disposizione.
Parte Uh La Distruzione della Forza dlnvasione
L’inverno ad Akavir fu assai più rigido di quanto ci si attendesse. A causa dei problemi di

approvvigionamento e della presenza di migliaia di civili, la Forza dinvasione poteva disporre di razioni assai limitate. A complicare le cose, gli incursori Tsaesci tornarono a colpire tormentando gli uomini addetti agli
approvvigionamenti e gli esploratori al di fuori delle mura delle due città. Alcune fortificazioni di guardia sulla strada tra Septimia e lonith furono espugnati, durante linfuriare delle tempeste di neve ed il resto venne abbandonato in quanto indifendibile. Di conseguenza.

lunico modo per mantenere
costanti comunicazioni tra le
due città era il ricorso alla
magia. Ciò comportò uno
sforzo costante per i maghi
guerrieri delle legioni. |
Il 5 giorno del mese dellAlba
una folta compagine di
Tsaesci giunse a lonith j
asserendo di portare 1
un’offerta di pace da parte
del re Tsaesci. Quella stessa
notte, Quegli infidi inviati
assassinarono le guardie ]
presso una delle porte della città e fecero entrare un gran numero di loro commilitoni rimasti in attesa fuori dalle

mura. Loro evidente intenzione era di assassinare l’Imperatore, cosa evitata solo grazie allattenta sorveglianza e al coraggio dei reparti di assalto della Decima legione, poste a guardia del palazzo dell’Imperatore. Una volta dajto l’allarme, gli Tsaesci rimasti all’interno della città furono braccati e uccisi fino all’ultimo uomo. Inutile dire che tale evento segnò la fine dei negoziati tra l’Imperatore e gli Tsaesci.
L’arrivo della primavera portò con sé soltanto peggiori

problemi. Invece delle attese piogge primaverili, un vento secco e caldo iniziò a soffiare da Oriente proseguendo con intensità variabile per tutta Testate. Il raccolto fu misero e perfino il fiume, che Tanno precedente era stato navigabile con piccole barche a monte di lonith, era già completamente asciutto nel mese del Sole Alto. Non è noto se ciò fosse dovuto a uniche caratteristiche meteorologia di Akavir prima ignote, oppure a manipolazioni del clima da parte degli Tsaesci con luso della magia. La Commissione propende per la

prima ipotesi poiché non vi sono prove dirette che gli Tsaesci possedessero un tale terrificante potere arcano, anche se non è possibile escluderlo completamente.
A causa del prolungato maltempo la flotta con gli approvvigionamenti salpò in ritardo da Black Harbor. Prese il mare infine alTinizio del Secondo Seme, ma fu ancora una volta distrutta dalle tempeste ed arrancò fino a Septimia, giungendovi decimata otto settimane dopo. A causa della sempre più disperata situazione degli

approvvigionamenti ad Akavir, l’Imperatore inviò gran parie delle armate di maghi guerrieri con la flotta per assisterla nel superare le tempeste che sembrava avrebbero proseguito per tutta Testate. In qfuel periodo, il Consiglio chiese airimperatore di abbandonare l’invasione e di tornare a Tamriel con la Forza dlnvasione, ma l’Imperatore rifiutò di nuovo, avendo notato che la flotta non era più sufficiente a trasportare tutte e Quattro le legioni in una volta. La Commissione ritiene che lasciare una o più

legioni ad Akavir per attendere il ritorno della flotta avrebbe influito negativamente sul morale dell’esercito. Nondimeno, la Commissione ritiene che la perdita di una o più legioni sarebbe stata assai preferibile alla perdita di tutta la Forza dinvasione. è opinione unanime della Commissione che cfucllo fosse l’ultimo momento in cui avrebbe potuto essere evitato il disastro completo. Dopo la decisione di inviare la flotta indietro per ottenere rinforzi e rifornimenti, gli eventi giunsero alla conclusione

inevitabile.
Da cfuesto momento in poi, molto poco è noto di ciò che accadde ad Akavir. Con gran parte dei maghi guerrieri inviati in aiuto della flotta, le comunicazioni tra la Forza dlnvasione e Tamriel erano limitate, soprattutto poiché la situazione ad Akavir peggiorò e i pochi maghi guerrieri rimasti impiegarono al limite i propri poteri per occuparsi di tutte le necessità delle legioni. Tuttavia, sembra che gli Tsaesci possano anche aver interferito in modo attivo con i maghi, in modi a noi ignoti.

Alcuni dei maghi inviati ad Akavir riferirono che i loro poteri sembravano assai più deboli del normale e i maghi del Collegio di Guerra a Cyrodiil (che si occupavano delle comunicazioni con il Consiglio) segnalarono numerosi problemi nellentrare in contatto con i loro compatrioti ad Akavir, anche tra maestri ed allievi di lunga esperienza. La Commissione richiede al Collegio di Guerra di effettuare uno studio approfondito dei poteri arcani degli Tsaesci, nel caso in cui l’Impero dovesse entrare di nuovo in conflitto con Akavir.

è noto che l’Imperatore marciò da lonith nella metà del mese del Sole Alto, lasciando solo piccoli presidi a difendere le città. 6gli aveva appreso che gli Tsaesci stavano radunando le armate sul lato opposto di una catena montuosa verso nord ed era sua intenzione decimare il loro esercito e saccheggiare i loro rifornimenti (dei cfuali aveva un disperato bisogno) prima del completo schieramento delle loro forze. Tale rapida avanzata colse di sorpresa gli Tsaesci. Uà Forza dlnvasione valicò la catena montuosa e si scagliò sull’accampamento.

sbaragliando l’esercito Tsaesci e catturando il loro condottiero (un nobile di un certo rango). Nondimeno, in breve tempo l’Imperatore si trovò costretto a ripiegare e le legioni soffrirono pesanti perdite durante la ritirata a lonith. L’Imperatore si ritrovò assediato a lonith, isolato dal piccolo presidio di Septimia, anch’esso sotto assedio. In cfuel momento, sembra che le energie dei pochi maghi guerrieri rimasti furono dedicate completamente alla generazione di acefua per la sopravvivenza dell’esercito, un’abilità normalmente non

sottolineata presso il Collegio di Guerra. La flotta era riuscita ad arrivare sana e salva a Black Harbor, grazie alle armate di maghi guerrieri, ma ogni tentativo di fare ritorno ad Akavir fu vanificato da una serie di violente tempeste che colpirono 6sroniet per tutto il 289.
l/ultimo contatto del Consiglio con l’Imperatore avvenne all’inizio del mese della Gelata. Per la Stella della Sera, il Consiglio era ormai estremamente preoccupato per il peggiorare della

situazione ad Akavir e ordinò alla flotta di salpare ad ogni costo. Nonostante le continue tempeste, la flotta riuscì a mantenere la rotta per Akavir. Uè speranze si ridestarono cfuando riuscimmo a stabilire un contatto con il mago guerriero dell’Imperatore, il cfualc riferì che lonith resisteva ancora. Immediatamente furono definiti piani di emergenza per la ritirata della Forza dlnvasione da lonith verso Septimia, dove la flotta sarebbe rimasta ad attendere. Quello fu l’ultimo contatto

diretto con la Forza dlnvasionc. Quando la flotta giunse a Septimia trovò la guarnigione sottoposta ad un feroce assalto da parte di un vasto esercito Tsacsci. I maghi guerrieri a bordo delle navi riuscirono a tener testa al nemico sufficientemente a lungo da consentire ai sopravvissuti di salire a bordo e alla flotta di ripiegare.
I pochi sopravvissuti della Forza dinvasione che raggiunsero Septimia riferirono di come Tlmperatore era riuscito a

condurre l’esercito fuori da lonith durante la notte due giorni prima, riuscendo a creare una breccia nelle linee nemiche, ma subendo i costanti assalti di forze preponderanti lungo la strada verso Septimia. Riferirono di un’ultima eroica resistenza dell’Imperatore e della Decima legione per consentire ai sopravvissuti della Quattordicesima legione di raggiungere Septimia. Due sopravvissuti della Decima legione giunsero a Septimia cfuclla stessa notte, dopo essere riusciti a passare attraverso le linee nemiche

durante la disordinata celebrazione della vittoria. Quegli uomini confermarono di aver visto morire l’Imperatore, colpito a morte dalle frecce nemiche mentre radunava il muro difensivo della Decima legione.
Parte : conclusione
Uà Commissione ritiene che l’invasione di Akavir fosse destinata al fallimento fin dall’inizio per diversi motivi, nessuno dei cfuali purtroppo poteva essere previsto anticipatamente.

Nonostante l’ampia raccolta di informazioni degli agenti segreti, la Forza dlnvasione era chiaramente impreparata alla situazione che avrebbe trovato ad Akavir. Uè condizioni meteorologiche impreviste che devastarono l’esercito e la forza navale furono particolarmente catastrofiche. Senza la perdita di gran parte della Flotta dellGstremo Oriente durante la campagna, la Forza dlnvasione avrebbe potuto ritirarsi nel 289. Uè condizioni atmosferiche inoltre costrinsero l’Imperatore ad assegnare la

maggior parte delle armate di ttìaghi guerrieri alla flotta e dunque a fare a meno del loro fondamentale supporto durante i combattimenti che seguirono. Naturalmente la siccità inaspettata che colpì lonith nel 289 infranse le speranze di rifornire l’esercito localmente e lasciò la Forza dlnvasione in una situazione insostenibile durante l’assedio di lonith.
Gli Tsaesci inoltre erano assai più forti di guanto i rapporti degli agenti segreti avessero lasciato intendere. Le informazioni relative alle

dimensioni dell’esercito che gli Tsaesci erano effettivamente in grado di schierare contro la Forza dlnvasione sono alquanto imprecise, poiché l’unico combattimento serio ebbe luogo dopo l’interruzione delle normali comunicazioni tra l’Imperatore e il Consiglio. Nondimeno, è probabile che l’esercito Tsaesci superasse di molto in numero le forze dell’Imperatore, poiché era riuscito a costringere alla ritirata quattro legioni di prim’ordine, tenendole sotto assedio per diversi mesi.
Come già affermato in

precedenza, la Commissione non ritiene di dover criticare la decisione iniziale di invadere Akavir. In base alle conoscenze disponibili all’epoca i piani sembravano plausibili. Soltanto con il senno di poi diventa ovvio come l’invasione avesse minime possibilità di successo. Nondimeno, la Commissione ritiene che molte importanti lezioni possano derivare da un simile disastro.
Innanzitutto, gli Tsaesci potrebbero avere avuto il supporto di forze arcane molto potenti. La possibilità

che essi abbiano potuto influenzare le condizioni atmosferiche, su una regione di tali dimensioni, sembra incredibile (e bisogna anche riferire che tre membri della Commissione si sono opposti decisamente all’inserimento di Questo paragrafo nel presente rapporto), ma la Commissione ritiene che cfuesto punto richieda un urgente esame approfondito. Il pericolo potenziale è tale che anche la minima possibilità deve essere presa in seria considerazione.
In secondo luogo, sembra che gli Tsaesci non abbiano una

forza navale di gualche
importanza. La Forza
dlnvasione non è mai stata
minacciata per mare e la
Flotta dcll6stremo Oriente si è
trovata a fronteggiare \
soltanto le condizioni <
atmosferiche avverse* Invero,
i piani iniziali prevedevano di
lasciare una parte della flotta
ad Akavir per utilizzarla nelle
operazioni costiere, ma in tal
caso vi sarebbero stati ben
pochi approdi sicuri per le
grandi navi della flotta, a
causa delle innumerevoli
scogliere, secche, isolotti, ecc.,
che infestavano le acque
costiere a nord e a sud di j

Septimia.
A causa della totale mancanza di alberi nella pianura attorno a Septimia e lonith la Forza dinvasione non riuscì a costruire navi più piccole che avrebbero consentito di navigare nelle basse acefue costiere. Ogni futura spedizione militare contro Akavir dovrà prevedere un metodo efficace per il trasporto di imbarcazioni leggere per le operazioni navali lungo le coste per trarre vantaggio da tale evidente superiorità nei confronti degli Tsaesci, vantaggio che tristemente la

Forza dlnvasionc non è riuscita a sfruttare.
In terzo luogo* è necessario effettuare un approfondito studio di Akavir a lungo termine, prima di poter anche soltanto considerare un altro tentativo dinvasione. Uè informazioni raccolte nei cfuattro anni precedenti all’invasione erano dettagliate ma evidentemente inadeguate. Le condizioni meteorologiche erano completamente inattese e gli Tsaesci erano molto più forti di guanto ci si aspettasse. Inoltre i tentativi

dell’Imperatore per avviare dei negoziati con gli Tsaesci si rivelarono disastrosi. Akavir si è mostrata ostica oltre le aspettative e la commissione ritiene che qualsiasi futuro tentativo di invadere Akavir non debba essere preso in considerazione, senza avere una conoscenza, maggiore a cfuanto attualmente in nostro possesso, delle condizioni, del governo e del popolo di <qfucl continente.
Infine, la Commissione conclude all’unanimità che, visti i dati attualmente in nostro possesso, Qualsiasi

altro tentativo di invadere Akavir sia da considerarsi pura follia, almeno nelle attuali condizioni dell’Impero. Le legioni dell’Impero sono necessarie in patria. Un giorno, un Impero in cui regneranno unità e pace, tornerà ad Akavir e infliggerà una severa punizione per la disfatta di lonith e per la morte del nostro Imperatore, tììa cjuel giorno non è ancora giunto e non lo sarà per molto tempo ancora.